intorno a me è una rubrica che parla del mondo che mi circonda, delle persone che vedo e delle cose che sento

Testo di Susanna Ferri

Lo scrivo perché ho paura di dimenticarlo.

Quando misi il primo piede dentro quella casa mi stupì subito quanto il parquet scricchiolasse ad ogni nostro passo, erano i nostri corpi troppo pesanti o i nostri pensieri?

Mi chiesi se volessi un the, risposi di sì, solo dopo capii che, in realtà, era un concentrato di vitamina C, comparabile al Polase.

Nel corridoio, appese al muro c’erano foto non tue, “foto di gente che non conosco e che non rivedrò mai più” così mi dissi.

Ti scusasti, quasi imbarazzato, del fatto che al posto della lavastoviglie, in cucina, ci fosse la doccia.

Andai in bagno, le pareti non erano imbiancate di quell’azzurro tenue visto e rivisto, ma appiccicate ad esse: fogli di giornale in lingua cinese.

Quando entrai nel luminoso soggiorno venni pervasa da un profumo, no, non era deodorante per l’ambiente, ma incenso.

Apristi una porta e mi portai in camera da letto, scoprii subito dopo che due erano le porte e una la finestra.

Ci rollammo una sigaretta e la fumammo sul pianerottolo, mi chiesi tra me e me se avessi mai fumato con le gambe a penzoloni a svariati metri di altezza.

Guardando le luci accese dell’appartamento di fronte mi domandasti se potessi immaginare cosa in quella casa stesse succedendo.

Finii per raccontarti una storia triste di streghe e lupi.

Ridemmo per il mio inglese, così impacciato e il mio tedesco così meccanico.

Mangiammo noci per cena, ancora ne conservo una nella giacca che usai quella sera, “per ricordo” pensai.

Il pavimento smise di scricchiolare quando la musica delle nostre parole si fece sempre più alta.

Credetti per una notte di stare su una nuvola, non quelle scure, che portano pioggia, ma quelle bianche, quelle che assomigliano allo zucchero filato.

by Susanna Ferri